Oltre all’imposta sostitutiva, chi opera in regime forfettario deve versare anche i contributi previdenziali. Artigiani e commercianti sono generalmente iscritti alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS, i professionisti senza cassa alla Gestione Separata INPS, mentre i professionisti con una cassa previdenziale versano i contributi secondo le regole del proprio ente.
In breve: nel 2026 un professionista senza cassa iscritto alla Gestione Separata INPS versa generalmente il 26,07% del reddito imponibile e non ha contributi minimi fissi. Un artigiano versa almeno 4.521,36 euro annui e un commerciante almeno 4.611,64 euro, salvo riduzioni o situazioni particolari. Oltre il reddito minimale di 18.808 euro si applicano anche i contributi sulla parte eccedente. I professionisti con cassa seguono invece le regole del proprio ente previdenziale.
In questo articolo scoprirai quanto si paga nel 2026 (e quando), a cosa servono contributi previdenziali e se c’è la possibilità di ridurli.
A cosa servono i contributi INPS nel regime forfettario?
I contributi previdenziali INPS sono versamenti obbligatori che finanziano il sistema previdenziale e concorrono alla maturazione della pensione e, quando previsto, di altre prestazioni assistenziali. Non sono quindi una “tassa”.
Quanto si paga di contributi INPS nel regime forfettario nel 2026?
Puoi essere tenuto a pagare la quota fissa annuale (che potrebbe superare il tuo reddito percepito), oppure i tuoi contributi INPS saranno calcolati in percentuale in base al tuo reddito, senza alcuna quota minima. Facciamo chiarezza.
Esistono tre grandi categorie dei lavoratori autonomi in regime forfettario:
- Artigiani e commercianti che versano i contributi alla Gestione Artigiani e Commercianti dell’INPS;
- Liberi professionisti senza cassa, versano i contributi alla Gestione Separata INPS;
- Liberi professionisti con cassa che versano i contributi alla propria cassa di riferimento.
Ogni categoria ha i suoi contributi, regole e le scadenze.
Contributi INPS regime forfettario 2026: artigiani e commercianti
L’attività di artigiano o commerciante richiede l’iscrizione alla Camera di Commercio (CCIAA) e il versamento dei contributi alla Gestione Artigiani e Commercianti dell’INPS.
Proprio questa cassa prevede contributi fissi da pagare annualmente, indipendentemente dal reddito percepito. Ciò significa che dovrai versarli anche se non percepirai nessun reddito.
A differenza dell’imposta sostitutiva che si calcola in percentuale rispetto al reddito imponibile, i contributi previdenziali della Gestione Artigiani e Commercianti partono da un importo fisso (contributi sul minimale) e se si superano determinate soglie di reddito si pagano pure i contributi applicando un’aliquota percentuale.
Contributi minimi fissi INPS per artigiani e commercianti in regime forfettario 2026
Per l’INPS il reddito minimale per il 2026 su cui si pagano i contributi è €18.808, anche se hai guadagnato meno o non hai guadagnato affatto, il calcolo dei contributi parte da questo valore.
I contributi fissi INPS regime forfettario nel 2026 sono:
- per artigiani: €4.521,36
- per commercianti: €4.611,64
Un’informazione importante che non ti dice nessuno: se apri la partita iva durante il corso dell’anno, questo importo viene rapportato ai mesi di effettiva apertura. Per artigiani €376,78 per un mese, per commercianti €384,31 per un mese. Per chi ha meno di 21 anni, questi contributi sono sempre più bassi.
Contributi INPS sul reddito eccedente il minimale per artigiani e commercianti
Sulla parte del reddito eccedente il minimale di 18.808€ si applica un’aliquota aggiuntiva.
Fino al reddito di €56.224 le aliquote sono:
- per commercianti: 24,48%
- per artigiani: 24%
Oltre i €56.224 le aliquote sono:
- per commercianti: 25,48%
- per artigiani: 25%
In ogni caso, se sei un artigiano o commerciante in regime forfettario, puoi richiedere la riduzione dei contributi del 35%.
Fonte: Circolare INPS numero 14 del 09-02-2026
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Quando pagano i contributi previdenziali INPS artigiani e commercianti nel 2026?
I contributi fissi INPS vengono versati trimestralmente. Ecco quali sono le scadenze del versamento dei contributi nel 2026:
- 16 maggio 2026 (per gennaio – febbraio – marzo);
- 20 agosto 2026 (per aprile – maggio – giugno);
- 16 novembre 2026 (per luglio – agosto – settembre);
- 16 febbraio 2027 (per ottobre – novembre – dicembre).
Il pagamento dei contributi eccedenti il minimale invece avrà le stesse scadenze delle imposte sui redditi, ovvero:
- 30 giugno (saldo dell’anno precedente e il primo acconto dell’anno corrente)
- 30 novembre (il secondo acconto anno corrente)
Contributi INPS regime forfettario per liberi professionisti con cassa
Tutti i professioni che sono iscritti ad un Albo Professionale, come commercialisti, medici, avvocati, ingegneri o psicologi, non versano i propri contributi previdenziali all’INPS ma alle casse previdenziali di riferimento.
Ogni cassa ha le proprie regole, ma quasi tutte prevedono il versamento di:
- contributo soggettivo è l’ammontare della quota minima soggettiva obbligatoria determinata su una percentuale del reddito ed è dovuta anche in assenza di guadagni;
- contributo integrativo che rappresenta una percentuale del reddito lordo (solitamente da 2% al 5%) e deve essere addebitata dal professionista al cliente in fattura;
- contributo di maternità fisso destinato a finanziare la maternità/paternità dei colleghi iscritti alla cassa.
Quando versano i contributi i liberi professionisti con cassa?
Anche i termini di versamento variano a seconda della cassa di appartenenza. Perciò, ti consigliamo di consultare il sito ufficiale della tua cassa, che sia ENPAP per psicologi, Cassa Forense per avvocati, ENPAPI per professioni infermieristiche o ENASARCO per agenti di commercio e così via.
Contributi INPS regime forfettario 2026 per professionisti in Gestione Separata INPS
Esistono poi tantissime professioni per cui non è previsto (o almeno non ancora) un Albo Professionale, come ad esempio traduttori, consulenti, personal trainer, web designer ecc. Per questi professionisti è stato creato un fondo chiamato Gestione Separata INPS, a cui andranno versati i contributi previdenziali.
A differenza degli artigiani, commercianti e professionisti con cassa, i liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS non devono versare i contributi fissi, ma solo una percentuale sul reddito prodotto.
Ciò significa che, se non hai fatturato nulla (ma questo non te l’auguriamo), non dovrai versare nessun contributo.
Ma a quanto ammonta questa famosa percentuale?
I contributi INPS per professionisti senza cassa in regime forfettario nel 2026 ammontano al 26,07% del reddito imponibile, ovvero quello calcolato in base al coefficiente di redditività. (Fonte: Circolare INPS numero 8 del 03-02-2026)
Per chi è soggetto ad altra forma previdenziale viene confermata l’aliquota del 24%, per gli sportivi dilettantistici che percepiscono compensi da ASD e SSD rimane confermata l’aliquota del 25%.
Scadenze versamento contributi Gestione Separata INPS
Ma quando si pagano i contributi della Gestione Separata INPS 2026?
- entro il 30 giugno di ogni anno (salvo proroghe riservate ai titoli di partita IVA, inclusi i forfettari, che possono essere stabilite nel corso dell’anno) si versa il saldo dell’anno precedente e il primo acconto per l’anno in corso;
- entro il 30 novembre si versa il secondo acconto sempre per l’anno in corso.
In sintesi: quanti contributi si pagano in regime forfettario nel 2026
| Gestione previdenziale | Contributi 2026 | Contributo minimo | Agevolazioni o aliquote particolari |
| Gestione Separata INPS | 26,07% del reddito imponibile | No | 24% nei casi previsti per pensionati o assicurati presso altra gestione obbligatoria |
| Gestione Artigiani INPS | Minimo €4.521,36 + contributi sull’eccedenza | Sì | Riduzione del 35% su richiesta, se spettante |
| Gestione Commercianti INPS | Minimo €4.611,64 + contributi sull’eccedenza | Sì | Riduzione del 35% su richiesta, se spettante |
| Cassa professionale | Dipende dal regolamento | Dipende dalla cassa | Dipende dalla cassa |
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